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Crossover

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Crossover Audio Prezzi: Crossover Art - Crossover Peavey - accessori

A cosa serve il crossover?

Il crossover è un componente degli impianti di amplificazione che ha il compito di ripartire tra i diffusori le frequenze presenti nel suono da riprodurre, così da ottimizzare la resa acustica e salvaguardare gli altoparlanti.

Nell’amplificazione musicale, la gamma di frequenze da riprodurre è molto ampia e, per questa ragione, può creare situazioni di alta criticità.

Parliamo innanzitutto dell’intermodulazione delle frequenze: ad esempio, la membrana di un diffusore che deve riprodurre simultaneamente il suono acuto di una chitarra distorta, vibrando ad una frequenza molto elevata e quello grave di un basso o della cassa di una batteria, vibrando molto più lentamente, può generare una distorsione di fase dovuta alla sovrapposizione delle diverse lunghezze d’onda.

Inoltre, non essendo lineare la ripartizione delle frequenze, la potenza necessaria a riprodurre frequenze gravi ad alto volume, potrebbe distruggere gli altoparlanti a membrana più piccola, destinati alla riproduzione di frequenze più elevate.

Il crossover ha quindi il compito di suddividere in più sezioni il segnale acustico da amplificare, destinandolo separatamente a specifici altoparlanti.

Un semplice filtro crossover a due vie andrà quindi a destinare le basse frequenze ad un altoparlante e quelle alte ad un altro. I filtri passa-basso e passa-alto andranno a fissare un punto di incrocio che può essere riprodotto senza danni e senza distorsioni di fase da entrambi i diffusori.

Tipi di crossover

Esistono due tipi di crossover, attivi e passivi. Mentre quelli passivi sono generalmente costituiti da condensatori e resistori ed hanno una funzione limitata, quelli attivi hanno la capacità di intervenire sul segnale quando è ancora a basso livello, tipicamente dopo il preamplificatore e le sue uscite separate sono connesse a più finali di potenza, eventualmente diversificati in base alla tipicità tonale che devono alimentare.

La soluzione del crossover attivo, evidentemente più costosa, offre il grande vantaggio di intervenire facilmente sull’impostazione dei filtri, ottimizzando l’ascolto in base all’acustica specifica oltre alla possibilità di isolare tra loro i finali di potenza, evitando che anche tra essi possano verificarsi fenomeni di intermodulazione.

In ultimo, se si utilizza un crossover attivo con una configurazione a diffusore attivo biamplificato, quindi contenente al suo interno un crossover elettronico, gli altoparlanti dei singoli canali saranno connessi direttamente all’amplificatore evitando lunghi cavi di collegamento che influenzano negativamente il “damping”, ovvero la capacità da parte dell’amplificatore di “fermare” il cono, migliorando il fattore di smorzamento, soprattutto per quanto riguarda i woofer.