Verso “L’Impero del Male” – incontro con Diego Perrone

Proseguiamo il nostro viaggio con Diego Perrone, alla scoperta degli aspetti più umani e meno “pubblici” di personaggi che hanno votato la propria vita all’arte, a prescindere e senza compromessi.

Ci sediamo nel dehors sotto i portici, con la vista sui Murazzi del Po e penso che non avremmo potuto scegliere una location migliore.

La verità è che non so bene da dove cominciare: lui è certamente notissimo al grande pubblico grazie ai tredici anni di stretta collaborazione con Caparezza, con il quale condivide il palco dal 2003, ma è anche un musicista che può vantare una lunga discografia ultraventennale (il primo disco con i Medusa risale al 1994), fatta di progetti differenti, di collaborazioni e contaminazioni, ma anche da una più recente produzione da solista. Diego passa oltre e ci racconta con orgoglio dell’album appena uscito di Bea Zanin, “A Torino come va?”, prodotto, registrato e mixato dallo stesso Diego, che ha anche suonato, programmato e cantato.

Non sono qui per questo, ma è inevitabile fare un accenno a Caparezza, con il quale ricomincerà a collaborare a breve. Diego ne parla come di un’avventura estremamente bella e gratificante, di un un gruppo consolidato da anni, di amicizie che, parole sue, lo fanno oggi più barese che torinese. “Mi sento fortunato”, è la sua sintesi migliore.

Ma la voglia di fare arte con qualunque forma espressiva ci porta a parlare dell’ultimo progetto, al debutto in questi giorni: ENNUIT. Si tratta di un corto horror, scritto da Diego e da Amedeo Berta, che ne ha anche diretto la regia. Le musiche originali sono de L’Impero del Male, nuova esperienza musicale di Diego Perrone.

”Facciamo musica horror”, mi dice, spiegandomi l’intenzione di portare in musica un concetto di attualità, spesso spaventosa oltre la fantasia, che talvolta trasforma esseri umani normali, in mostri degni del miglior King. “A volte”, aggiunge, “questo confine è molto meno difficile da superare di quanto si possa pensare”. Emerge l’altra grande passione di Diego, quella per il cinema e ENNUIT vuole anche essere un suo tributo alla cinematografia horror tradizionale, che ha avuto origine dalle opere di Dario Argento.

Tra i simpatici aneddoti delle riprese, effettuate quasi sempre in notturna ed in luoghi improbabili, salta fuori che anche tutte le grafiche dei personaggi di ENNUIT sono state realizzate da lui. L’opera vede anche la partecipazione di Gianluca Mangione, Bea Zanin, Fabio Donna Bedino e Dario Crivello.

Concludiamo il nostro incontro ripercorrendo un po’ di passato e scoprendo inevitabilmente un incrocio di amicizie comuni di vecchia data, a dimostrazione, se servisse, che chi suona si rivede.

Non ci resta che attendere quindi, augurando buon lavoro a Diego e invitando tutti voi a seguire i prossimi sviluppi di questo affascinante progetto sulle pagine Facebook di ENNUIT e de L’Impero del Male.

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