Recensione interfaccia iRig 2 e Amplitube per iPhone e iPad

Vediamo una recensione dell'iRig 2, l'interfaccia per chitarra elettrica e basso elettrico di IK Multimedia, e dell'app Amplitube, specificatamente studiata per l'emulazione di amplificatori ed effetti per dispositivi  Apple iPhone e iPad

Al giorno d'oggi, il mercato delle applicazioni digitali in campo chitarristico, specialmente in fatto di amplificazione simulata e interfacce, è divenuto vastissimo e ricco di ogni sorta di prodotti. Quello che anni fa si poteva ottenere solamente con costose apparecchiature o recandosi in uno studio di registrazione, si può ora facilmente condensare in uno smartphone. Inoltre, sempre più prodotti come amplificatori o effetti a pedale possono “comunicare” con telefoni di ultima generazione e tablet. Un esempio tra i tanti che calza a pennello sono gli effetti della TC Electronic che, grazie al sistema TonePrint brevettato dalla casa danese, possono essere facilmente modificati dall'utente, che può anche scaricare online dei preset creati da musicisti di fama internazionale per poi immetterli tramite smartphone nel pedale, senza bisogno di cavetti di collegamento. Anche marchi storici come Roland offrono sistemi di amplificazione in grado di connettersi a qualsiasi dispositivo e ampliare le prestazioni di tali prodotti, aumentandone la versatilità di utilizzo in qualsiasi contesto musicale.

Nella mia personale esperienza sono venuto a contatto con questo “nuovo mondo” tramite un piccolo prodotto (regalatomi da una persona cara) che sta comodamente in tasca, ma che offre un intero studio di registrazione a propria disposizione: sto parlando della iRig 2 dell'azienda modenese IK Multimedia.

Che cos'è e come funziona l'iRig 2

iRig 2 è un'interfaccia audio per chitarra elettrica e basso elettrico, appositamente studiata per dispositivi Apple come iPhone o iPad, che consente di utilizzare la app creata da IK Multimedia Amplitube e quindi di poter suonare direttamente col proprio dispositivo, senza l'ausilio di una più tradizionale amplificazione e con latenza pari a zero. Esistono anche iRig compatibili con sistemi Android e PC.

Si presenta come un box dalle piccole dimensioni da cui fuoriesce un cavetto lungo una decina di centimetri con uno spinotto jack da 3,5mm con cui collegarsi al proprio mobile device semplicemente attraverso l'ingresso cuffie. È poi fornito di un ingresso jack da 1/4' per collegare il proprio strumento, un'uscita cuffie da 1/8' e ,per finire, di un' ulteriore uscita da 1/4' per collegarsi a un amplificatore esterno. Tramite l'uscita cuffie è anche possibile, attraverso un cavo a Y mini jack-RCA stereo, collegarsi a un mixer e quindi a un sistema PA oppure a un dock system con un semplice cavetto mini jack. Sul lato si trovano la rotellina del controllo di guadagno e una levetta che consente di cambiare il comportamento dell'uscita per amplificatore tra due modalità FX e THRU: con la prima modalità passa solamente il segnale processato, mentre con la seconda modalità il segnale passa direttamente, senza effetti. Ciò può rendersi utile se si vuole utilizzare ad esempio una app accordatore, oppure per connettersi al proprio amplificatore preferito o a un qualsiasi ingresso sbilanciato per poi utilizzare una app di registrazione. Il tutto può essere monitorato attraverso le proprie cuffie.

Ma veniamo alla descrizione dell'app per cui quest'interfaccia è stata creata: Amplitube.

L'App AMPLITUBE

Vorrei iniziare con una precisazione: la mia recensione non vuole avere pretese di esaustività. Qui descriverò come io utilizzo Amplitube e la mia opinione riguardo questa utilissima applicazione, di cui ho solamente iniziato a “grattare” la superficie delle potenzialità che possiede. Online si possono trovare recensioni, tutorial e quant'altro per approfondirne la conoscenza e sfruttarla al massimo. Inoltre Amplitube viene aggiornato continuamente e vengono offerti ulteriori modelli di amplificatori ed effetti, che sarebbe troppo lungo e complesso descriverli tutti singolarmente.

Ho provato l'applicazione con tre chitarre a mia disposizione: una copia Stratocaster assemblata da me, una copia Les Paul assemblata anch'essa, con pickup Seymour Duncan Invader al ponte e una Epiphone Explorer Korina con pickup Di Marzio X2N sempre al ponte. 

Appena installato Amplitube, viene fornito di default un amplificatore stile Marshall, che ricorda molto i modelli della serie JCM (figura).

Si presenta con una grafica ben fatta, con il tradizionale pannello frontale dorato su cui troviamo i classici controlli di gain, l'equalizzazione con bass, middle e treble e infine presence e master volume, con in più un controllo per il riverbero. 

Alla prima impressione, mi ha colpito l 'incredibile qualità del suono (ho provato inizialmente con un paio di cuffie Bose, che terrò come riferimento, ma ho collegato l'iRig 2 anche a un Fender M-80 a stato solido, a delle casse per PC e a un dock della Bose) e la totale mancanza di latenza. La fedeltà con cui viene riprodotta la dinamica della plettrata e il comportamento dell'amplificatore sono veramente notevoli. Non sembra davvero di trovarsi di fronte a una simulazione digitale sterile e fittizia. Con la Les Paul ho subito trovato, senza eccessivi “smanettamenti”, un suono solistico alla Gary Moore incredibilmente ricco e con un feeling pazzesco. Abbassando il gain e alzando il master, l'amplificatore risponde molto bene, donando dei superbi crunch tones degni degli AC/DC.

Esplorando più attentamente la schermata iniziale, sulla barra in alto troviamo alcuni slots in cui inserire diversi tipi di effetti a pedale. All'inizio ne vengono forniti solamente due: un delay analogico e un noise filter, quest'ultimo molto utile in quanto la simulazione riproduce fedelmente anche i rumori di fondo indesiderati. Si può inoltre decidere dove possono essere posizionati gli effetti, cioè se prima dell'input dell'ampli o dopo, pigiando sull'icona POST FX a destra della schermata. Le opzioni disponibili, a pagamento, sono numerosissime. Verrebbe voglia di acquistarli tutti! Difatti, per chi ha soldi da spendere, si possono trovare nello store in-app dei bundle con cui comperare tutti gli effetti o tutti gli amplificatori al costo di 39,99 euro cadauno. Vi è anche un pacchetto completo al costo di 99,99 euro.

Io mi sono limitato inizialmente a comperare un bundle con tutti gli amplificatori marchiati Amplitube, ma vi sono anche altri brand quali Fender, Orange, Engl o Mesa/Boogie. Gli amplificatori in dotazione sono selezionabili sulla barra inferiore della schermata e sono raggruppati in CLEAN, CRUNCH, LEAD, METAL e BASS.

Sulla parte CLEAN troviamo un amplificatore stile Fender Blackface, dai classici suoni puliti e cristallini ma se si ruota la manopola del gain, abbiamo un sound sporco e molto gonfio, specialmente sulle medio-basse.

In più l'ampli in questione è fornito di riverbero a molla e tremolo con i controlli di rate e depth. Con la Strato, se accoppiato a un overdrive (io ho usato un SD-1 della Boss ma è disponibile anche un simil-Ibanez Tube Screamer direttamente nello store) è facile tirare fuori un ottimo suono blues stile Stevie Ray Vaughan. Con un chorus e un delay gli anni '80 risorgono con sonorità vicine a quelle di Johnny Marr, chitarrista degli Smiths. Provandolo con la Les Paul, equipaggiata con humbuckers, ho però trovato più difficile ottenere suoni veramente puliti. Questo non è sicuramente da considerare come un difetto, anzi è un'ulteriore conferma che questo tipo di simulazione ha una risposta praticamente identica a un vero amplificatore valvolare, dato che i pickup della Les Paul sono molto più potenti e spingono di più sulla sezione preamp. Restando in ambito di suoni puliti, ho acquistato sullo store un modello Fender Twin Reverb, al costo di 5,99 euro (figura).

Confrontato con la versione Amplitube, il Twin si rivela identico come interfaccia dei controlli ma ha in più uno switch per attivare la modalità bright, come sull'originale. Esso in più è equipaggiato con due coni anziché uno solo e ciò cambia la timbrica generale, con più basse e più presenza. Il suono inoltre distorce leggermente di meno a volume tra il 3 e il 4 (andando oltre il 5, l'overdrive cresce e si gonfia come da programma). Il riverbero a molla è effettivamente di qualità superiore rispetto all'Amplitube e anche se regolato al massimo non è mai troppo esagerato. Veramente ottimo per suonarci un po' di surf music. Passando alla parte CRUNCH, ci si presenta davanti un amplificatore di ispirazione Vox con un pannello controlli molto più semplice: volume, bassi, alti, tono e riverbero (esageratamente ridondante a mio avviso).

Certo non se ne ricavano i classici puliti squillanti, anche a volume minimo, ma sicuramente quella tipica distorsione satura e compressa, da valvole che “cuociono” a dovere, da cono che sta per rompersi. A mio avviso questa simulazione è più assimilabile al canale “Top Boost” di un AC-30. Usando sempre l'SD-1 come booster e quindi tagliando le basse, il suono diviene meno “slabbrato” regalandoci cremosità e sustain notevoli. Direi ottimale sia con la Strato che con la Les Paul per distorsioni alla Brian May o, lavorando con volume e equalizzazione, per drive spinti accostabili a Rory Gallagher, noto utilizzatore di Vox.

Selezionando la parte LEAD, ritroviamo l'ampli ispirato al Marshall già descritto in precedenza mentre, andando oltre, entriamo nella sezione METAL dove gli amanti del genere non rimarranno delusi: qui ritroviamo gli stessi controlli del Marshall ma con un'immagine grafica più “oscura” se vogliamo, che non ricorda in apparenza nessun modello specifico sul mercato a me noto (figura).

I suoni che se ne ricavano sono, come ci si aspetterebbe, molto pesanti, con medie scavate che faranno felici i chitarristi thrash metal. Interessante comunque il fatto che la distorsione non risulti mai troppo “zanzarosa” anche con regolazioni estreme, restando ben definita sui bassi quando si usa il palm muting. Non ho avuto difficoltà, sia con la Les Paul che con l'Explorer, a tirarci fuori sonorità alla Metallica, se non ancor più spinte. In ogni caso, se non ci si accontenta di questa versione di base, si possono acquistare molte altre testate, alcune delle quali diventate delle vere e proprie icone in ambito metal: Soldano SLO, Peavey 5150, Mesa Dual Rectifier e Mark IV, per citarne alcuni.

Seguendo il richiamo del mio passato da bassista, ho anche testato la sezione BASS con uno Squier Jazz. Qui viene messo a disposizione un amplificatore di chiara ispirazione Ampeg SVT con cassa 8x10' e, in effetti, il sound che ne esce richiama le testate valvolari più vintage della nota casa americana (figura).

Spingendo il gain esce un overdrive molto caldo e avvolgente e la sezione di equalizzazione permette di scolpire il proprio suono a piacimento, specialmente sulle medie frequenze. Lo store mette a disposizione anche due popolari testate per basso della Ampeg, la SVT-4 Pro e lo storico B-15, amplificatore usato da molti bassisti funky e motown negli anni d'oro di questi generi musicali.

Una volta messo a punto un setup di nostro gradimento, possiamo salvarlo come preset utente e richiamarlo ogni volta che si desideri tramite l'apposito comando sulla barra inferiore. Qui sono presenti anche alcuni preset di fabbrica basati sull'amplificatore stile Marshall (gratis) ma vi sono anche un'innumerevole quantità di altri preset suddivisi per genere musicale. Se se ne seleziona uno qualsiasi, compare una finestra che ci dice quali articoli mancano per completarlo e averlo a disposizione, rimandandoci allo store (figura).

Oltre a questa vasta possibilità di scelta, Amplitube fornisce un vero e proprio studio di registrazione virtuale, con la possibilità di poter scegliere tra diversi speaker cabinets assegnabili a qualsiasi amplificatore selezionato, premendo l'icona CAB a destra della schermata principale. Si può pure decidere il tipo di microfono (di base viene fornito un SM57 della Shure denominato ”Dynamic 57”) che riprenderà il suono e posizionarlo ove si vuole (figura). 

Sfortunatamente queste opzioni non sono disponibili sulla versione base e si dovrà anche qui dar fondo ai propri risparmi (si parla comunque di cifre abbordabili). Assieme a tutto ciò, la app possiede un registratore multitraccia in grado di riprendere e riprodurre fedelmente tutto ciò che suoniamo con una qualità praticamente professionale, con un massimo di otto tracce separate (la versione base ne ha una soltanto). Altre opzioni, di cui però non ho fatto gran uso ma che trovo utile menzionare sono una loop station (da acquistare anch'essa separatamente) per fare pratica sui nostri riff, un metronomo, una drum machine e un accordatore cromatico

Insomma, Amplitube fornisce tutto ciò che serve per l' home recording e per la produzione della nostra musica e, se usato a dovere, questo mezzo può veramente far crescere la nostra ispirazione e creatività senza spendere cifre esorbitanti.

Applicazioni e utilizzi di iRig 2 e Amplitube

Sicuramente ho trovato l 'iRig 2 molto utile e divertente in un contesto domestico, per fare pratica ed esercizi quotidiani sfruttando tutto il range di suoni a disposizione. Permette inoltre di sperimentare con i propri effetti a pedale fisici in quanto le simulazioni degli amplificatori rispondono veramente bene e in modo piacevole ad essi, specie con pedali overdrive, distorsori o fuzz. Più limitante con modulazioni o delay/reverb che richiederebbero, su un amplificatore convenzionale, di essere collegati a un loop effetti. Comunque se si acquistano in-app il problema si risolve, per lo meno sugli amplificatori delle sezioni CRUNCH, LEAD e METAL in cui la distorsione non è escludibile. Il delay fornito di base è comunque di ottima qualità e non ci farà rimpiangere troppo i nostri pedali preferiti. 

Spingendomi oltre, ho provato a utilizzare la app i n contesto live, collegandomi a un mixer e uscendo da due casse da studio che con la mia band solitamente usiamo, non avendo bisogno di un PA di grande potenza nei piccoli locali veneziani dove abitualmente suoniamo. Il risultato complessivo è stato molto soddisfacente come qualità sonora. Certo mi mancava la presenza fisica di un amplificatore “reale” e questo porta a una considerazione: iRig 2 e Amplitube non possono sostituire, a livello di sensazioni uditive, di texture e di “spinta”, un amplificatore vero e proprio, almeno in un contesto di palco. In ogni caso non si può contestare il fatto che questo tipo di applicazioni, ad esempio in una situazione come Venezia in cui trasportare l'attrezzatura può rivelarsi spesso complicato se non si possiede un'imbarcazione, possano risolvere parecchi problemi di logistica

Amplitube si è rivelato invece molto efficace in registrazione, opportunamente collegato tramite l'iRig 2 a una scheda audio esterna, per poi andare in una D.A.W. (Digital Audio Workstation), nello specifico Logic. Ho utilizzato la simulazione di Fender Twin Reverb e la mia Strato per registrare alcuni brani funky: il suono risulta veramente pulito e chiaro, come fosse stato davvero ripreso in maniera professionale all'interno di uno studio. Non esiterei sicuramente a utilizzarlo per altre registrazioni qualora ne avessi bisogno, considerando il fatto che avrei a disposizione, con poche semplici mosse, un assortimento molto vasto di prodotti e di suoni adatti a qualunque genere musicale mi venisse richiesto di eseguire.

Senza ribadire ulteriormente i punti finora descritti, consiglio vivamente di provare una qualunque interfaccia di IK Multimedia e in special modo Amplitube. Non ne rimarrete delusi. 

IK Multimedia iRig 2 è disponibile nello shop a questo link.

Ti può interessare anche:

Trasparenza e Acquisti

Questo sito o servizi di terze parti utilizzati dal sito fanno uso di cookies, necessari al suo funzionamento e richiesti per le funzionalità descritte nella cookie policy. Cliccando "Accetto", accetti l'utilizzo dei cookies.