Dalla Chitarra Classica alla Chitarra Jazz

Questa è una guida dedicata a qualsiasi chitarrista o studente classico che voglia avvicinarsi al mondo della musica per chitarra Jazz e non vorrebbe pensare di aver sbagliato strada nella propria formazione.

I grandi nomi della musica Jazz sono passati per la musica classica, un caso particolare necessita di essere spiegato in questo articolo: la chitarra.

Iniziamo facendo un esempio sul chitarrista Joe Pass, anche se ne possono citare tantissimi altri, il quale ha studiato chitarra classica per poi trasportare quella musicalità e quell’espressività nelle note calde del jazz. Sì, sembra un paradosso... ma aver studiato su basi classiche per poi trasportare il bagaglio musicale nel linguaggio jazz aiuta molto, perché quando si parla di Musica, questa viene da noi musicisti inserita in comparti, divisi per prassi esecutive. C’è la Prassi Classica, quella Pop, quella Blues, quella Jazz, ecc., e ognuna di essa ha un proprio Linguaggio.

La caratteristica che accomuna tutti i generi è la musica stessa, con le proprie regole, armonie, organici strumentali e caratteristiche. Ma a giustificare il fatto che il lavoro sia semplificato, passando alla chitarra jazz dalla classica, è la complessità dello studio classico, già costruito su basi teoriche rigorose in ogni meandro della tonalità. Ciò agevola chi vuol passare al nuovo genere, essendosi fatto le ossa sulla chitarra classica, imparando con maggior consapevolezza il linguaggio della Chitarra Jazz.

Questi sono i "pro", esistono anche molti "contro", che possono essere risolti solo da chi è nato con la chitarra elettrica e si è fatto le ossa in maniera rigorosa ed erudita esclusivamente o prevalentemente su questo strumento. Il chitarrista classico che si accinge alla musica jazz, nella maggior parte dei casi, tende a saltare qualche gap didattico, dando per scontate cose che nel suo bagaglio già esistono, ma sono impostate in modo classico.

Parlando delle sonorità, ci viene in mente la famosa chitarra “Gibson 335” che ha utilizzato sia Joe Pass che B.B.King. Questa assomiglia, in un certo senso, ad una chitarra classica, con la cassa armonica tipica di uno strumento acustico. Suonarla diventa una magia per i chitarristi classici, aperti al nuovo genere, perché li fa sentire a loro agio, porta automaticamente a cercare quell’espressività e quella tecnica tipica della chitarra classica. Per esempio, l’uso della mano destra è del tutto spontaneo, quello di utilizzare le dita anziché il plettro.

Chitarristi Classici, niente paura!

È normale che vi sentiate impauriti dall’uso del plettro e che non vi sentiate a vostro agio, perché nello studio accademico dello strumento classico non si è mai fatto uso della "pennetta". Di certo l’uso di questa è necessario per alcune tecniche, come lo sweep (far strisciare il plettro sulle corde a mo' di spazzola per rullante) o il picking alternato (noi la chiameremmo articolazione).

Non vi preoccupate se sentirete la nostalgia della classica mentre suonate il jazz, pensate solo che questo carattere viene tramutato nelle corde e che può essere un potenziale stile che caratterizza il vostro modo di suonare. Anzi, all’epoca di Joe Pass si pensava che il chitarrista jazz, interprete di musica classica, con armonie, fraseggi e modo di suonare con la mano destra, fosse un virtuoso. Negli anni successivi, il senso tecnico e il senso musicale sembrano aver subito una scissione filologica. Per esempio, suonare scale velocissime senza pensare alla musica, riducendo la mente al puro senso meccanico, è diventato un pregio per alcune menti, quindi le persone sono portate a distinguere il chitarrista "musicista" dal chitarrista "tecnico", ma vedremo in uno dei prossimi articoli i vari aspetti qui in parte designati.

La musica classica è ottima per lanciare il musicista verso lo studio della chitarra jazz.

Perché proprio questo genere? Nessuna discriminazione per altre musiche, ma negli anni si vede sempre più evidenziata l’affinità della chitarra Classica con la chitarra Jazz, perché in entrambe ci sono regole che rispecchiano a vicenda entrambi i generi. Non a caso nei conservatori, assieme alla didattica classica, c’è anche l’indirizzo jazz. I ragazzi si sentono sazi di aver studiato per anni la classica e si sentono pronti ad arricchire il proprio bagaglio aprendosi in nuovi generi, magari non tralasciando i propri obiettivi impostati all’inizio.

Molti chitarristi italiani vorrebbero suonare il Jazz, così come anche altri generi, ma si sentono incatenati dallo studiare per tutta la vita la chitarra classica. Non è sbagliato in un certo senso, ma nessuno può dire che un chitarrista che vuol divertirsi suonando insieme ad amici questo genere possa aver compromesso la strada e gli obiettivi posti dall’inizio.

Consiglio a tutti voi appassionati, di farvi guidare sempre da un maestro di chitarra jazz, per sentirvi sicuri e ben supportati nel vostro studio, affinché possiate esprimere la musica che avete dentro senza aver intoppi tecnici (che sono davvero antipatici!!).

Ivano Pagliuso

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